Giradischi questo sconosciuto

Mi ritaglio finalmente un po’ di tempo per scrivere riguardo a un argomento che mi sta molto a cuore e in questo periodo è sulla bocca di tutti: l’amico giradischi aka Turntable aka “il piatto”.
Partiamo col definire l’oggetto più cool del momento: il vinile. Ritornato alla grande, un po’ per giustizia un po’ per moda, vende di brutto e secondo molti “suona meglio del cd”. Senza soffermarmi troppo su questioni tecniche premetto che il disco in vinile è un media con molte limitazioni (dettate dal tipo di materiale audio stampato, dalla durata del lato e da numerosi altri fattori) e sulla carta non può competere a livello di risposta in frequenza con un file digitale in alta risoluzione. In teoria anche il cd suona meglio. Il vinile semplicemente ci piace perchè:
– Proprio per le sue caratteristiche e le sue limitazioni conferisce al suono inciso un colore particolare, spesso nascondendo gli aspetti più “freddi” e spigolosi che in un file digitale vengono subito a galla.
– Ascoltare un disco è un atto “fisico”, dobbiamo cambiare il lato appena finisce, siamo obbligati a ascoltare la sequenza dei brani proposta, dobbiamo prendercene cura, e soprattutto sappiamo che per quanti limiti possa avere, se lo conserviamo con amore tra 50/100/1000 anni suonerà ancora così e non si sarà smagnetizzato o cancellato in nessun modo.

Premetto che compro dischi da sempre, non ho mai smesso di acquistare vinili e soprattutto non li compro per attaccarli al muro o tenerli sigillati nelle loro buste ma per ascoltarli, suonarli alle serate o campionarli, quindi non mi posso definire collezionista, semplicemente amante del disco.

Per ascoltare il disco serve il giradischi, negli ultimi due anni ho visto tantissimi ragazzi molto giovani acquistare vinili chiedendomi “cosa useranno per ascoltarli?”. Mi rendo conto che il giradischi è un bene di lusso, può essere che qualcuno ne abbia ancora uno in casa, appartenuto ai genitori o ai nonni (cosa che succedeva a quelli della mia generazione da piccoli), oppure può essere che ne sia stato recuperato uno PER IL BISOGNO DI ASCOLTARE I VINILI.
E qui arriviamo al centro del discorso: ascoltare musica in modo potenzialmente privilegiato richiede un mezzo che ne possa riprodurre almeno in modo decente le caratteristiche decantate qualche paragrafo sopra.
Rido, o meglio piango, quando vedo i giovani “nuovi collezionisti” che spendono centinaia di euro per il disco introvabile di rap italiano e poi lo ascoltano sul giradischi da 50 euro. Ancora peggio i beatmaker che campionano dai dischi usando l’uscita delle cuffie o la presa usb di un Numark o un Vestax portatili (altrimenti ottimi per girare i mercatini). Ce ne sono anche in America, andate sereni.

Perchè?

I giradischi di fascia medio bassa, specialmente quelli che troviamo “al mercatone” anche se esteticamente sono diversi (i più buffi sono quelli che vogliono sembrare vintage, in finto legno, con magari anche il lettore di cd e di cassetta, e una bella porta usb) condividono la stessa meccanica, quella dei giradischi portatili delle fiere, una trazione a cinghia irregolare, un braccio in plastica pre-tarato (spesso pericoloso per i vinili stessi e incapace di leggerli se il solco è particolarmente stretto) e una puntina di pari qualità (i ricambi costano 5 euro, facciamoci delle domande).
Questo non significa che dobbiamo spendere migliaia di euro per un apparecchio decente, in questo articolo voglio solamente fare luce sulla questione e far capire a chi non lo sapesse come e perchè conviene investire su oggetti di qualità dal giorno uno.

Gli aquirenti si dividono in due categorie: Djs (e/o turntablists) e semplici ascoltatori.

Iniziamo con le soluzioni per chi deve solo ascoltare musica senza doverla suonare alle serate o praticare scratch e affini. Quello che serve è ovviamente un piatto, e probabilmente un preamplificatore di segnale phono-linea e un paio di casse, o un impianto stereo a cui collegarsi. Parecchie marche producono apparecchi entry-level di buona qualità, sopra tutti metterei la Pro-Ject, ditta Austriaca che recentemente ho visto distribuita anche in alcuni MediaWorld italiani. Le loro soluzioni offrono giradischi con trazione a cinghia, spesso con una buona puntina inclusa, che vanno da modelli base e economici come quelli nella linea Elemental a modelli decisamente più costosi e sofisticati. Il modello Elemental ad esempio è presente anche nella versione USB, e anche se non stiamo parlando di convertitori usb di qualità eccelsa sicuramente saranno superiori alla scheda audio del vostro pc, in caso voleste archiviare in digitale la vostra collezione di dischi. Rega è un altro esempio di alte prestazioni a prezzi contenuti. Nessuno vi obbliga a comprare un piatto nuovo; nel mercato dell’usato, spesso alle fiere e ai mercatini si trovano ottimi apparecchi in buone condizioni, chiaramente lo svantaggio è non avere garanzia sulle riparazioni e spesso faticare per trovare i pezzi di ricambio. Se vi capitasse di trovare un Thorens usato a buon prezzo sappiate che sono apparecchi construiti in un periodo storico in cui si progettavano macchine fatte per durare nel tempo. La trazione a cinghia per alcuni può essere un problema, e nel caso dei primi modelli elencati il cambio rotazione (da 33 a 45 giri) andrà fatto a mano. In alernativa marchi come Technics, Lenco e così via hanno riempito negli anni 80 il mercato di degni apparecchi ancora cosigliabili, sul web si trova molto materiale informativo (Beat Turntables Vinylengine sono due buoni esempi).

Le offerte sui giradischi a trazione diretta (il piatto non è trainato da una cinghia ma da un motore a rotazione costante) sono moltissime, soprattutto orientate al mercato dei dj, che si discosta da quello Hi-Fi.

La migliore soluzione, quella senza tempo, che accontenta i dj e spesso i puristi è da 30 anni la stessa: il mitico Technics SL1200. Ho comprato i primi 1200 nel 1988 (avete letto bene) è quasi trent’anni che li uso ininterrottamente, mi hanno accompagnato in innumerevoli party privati, hanno sopportato ore di allenamento e tutt’ora performano dignitosamente. Se avete messo in conto di comprare due giradischi, ascoltate il mio consiglio, compratene uno ma buono. Nel mercato dell’usato con un po’ di fortuna e ricerca si trovano dei modelli ben conservati a 350/400 euro, ma i vantaggi sono innumerevoli, il motore è molto buono (come del resto il meccanismo del braccio e la componentistica) e soprattutto state comprando qualcosa che non si svaluta nel tempo.

Per non sembrare un rivenditore di 1200 posso consigliarvi altre opzioni, per chi inizia mi rivolgerei sempre al mercato dell’usato a meno che non disponiate di budget alto o illimitato! Numark propone gli ottimi modelli TTX (a mio avviso bruttini esteticamente ma super funzionali), se siete fortunati potete trovare a poco un PDX Vestax ormai da anni fuori produzione. Ultimamente il mercato propone buone soluzioni anche da Audio Technica e ReLoop, tenete presente che i modelli entry-level non potranno mai competere con quelli di fascia superiore per cui a mio avviso, meglio usato bello che nuovo decente.

Chi non dispone di un mixer da dj dove collegare il piatto necessita per forza di cose di un pre amplificatore che trasforma il segnale phono in segnale di linea (anche se molti modelli come ad esempio i Numark spesso includono dei pre integrati, ma l’uscita phono è sempre consigliata). Ce ne sono tantissimi e per tutte le tasche, anche qui come rapporto prezzo-prestazioni Pro-ject sembra battere la concorrenza, potete trovare il loro modello base “Phono Box” su amazon o vari negozi on line per poche decine di euro. Dall’uscita del preamp potrete poi andare direttamente al vostro impianto preferito, alla vostra scheda audio o a un mixer di linea per utilizzare come meglio credete il vostro nuovo giradischi.

Un ultimo accenno alla puntina, in caso non fosse inclusa nell’acquisto (un consiglio, se acquistate usato potrebbe essere un buon elemento di trattativa faresi includere una testina al posto dello sconto) ci sono ottime soluzioni economiche, la più quotata e diffusa nel mondo dei dj (ma ottima anche per suonare e acquisire vinili a casa) è la famosa Shure M44-7, garantisce buonissima risposta in frequenza e ottime prestazioni quando si tratta si “stare nel solco”.

Le alternative sono centinaia, questi vogliono solo essere spunti di partenza per esplorare un mondo vastissimo come quello dei giradischi e della musica in vinile. Sono convinto che chi ha iniziato da poco a comprare dischi e si sta appassionando a questa cultura non potrà che continuare a sostenerla negli anni, come abbiamo fatto noi “vecchietti” negli ultimi 3 decenni.

Resto a disposizione per qualsiasi domanda tecnica, buona caccia!

VsV Bassi

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