Rayden x Lifechangers

10 album rap che mi hanno cambiato la vita

Per stilare una classifica con i 10 dischi per me più importanti ho dovuto riflettere molto e ne ho segnati almeno 40 per poi fare ballottaggi vari e “scremare” di volta in volta tenendo i più significativi. Il criterio guida della mia scelta è stato principalmente il numero di ascolti, perciò gli album che ho messo in elenco sono quelli che, a dir poco, ho consumato – Rayden

2 Pac – All eyez on me

E’ stato il primo disco di rap U.S.A. che ho assaporato appieno, è stato un po’ l’apripista, il lavoro che mi ha dato gli strumenti per arrivare ad apprezzare il mondo musicale del Rap e non solo. Le hit di 2Pac qui si sprecano, avete l’imbarazzo della scelta.

The Notorious BIG – Life After Death

L’ho apprezzato appieno qualche tempo dopo l’uscita, ai tempi essendo molto giovane ero più settato sul sound “west coast” quindi mi precludevo un sacco di figate per puri preconcetti casuali :)… Quando mi chiedono un esempio di musica che vince il tempo, musica immortale, penso a questo disco, non stanca mai ed è un classico attuale a quasi 20 anni dalla sua pubblicazione.

Dr.Dre – Chonic 2001

“2001” è in assoluto IL DISCO. Di sicuro l’album intero che ho ascoltato di più. Ogni pezzo una hit planetaria, un muro di suono. La perfezione.

50 Cent – Get rich or die tryin’

Fifty ha cambiato il gioco, il canticchiato dei ritornelli, la rappata scazzata hanno aperto strade a nuovi stili di rap e fatto scuola. Era imprescindibile scegliere un album di questo artista e assieme a “Beg For Mercy” della G-Unit questo disco è una raccolta di perle dall’inizio alla fine.

The Game – The Documentary

Questo è stato il disco più difficile da inserire nell’elenco, ero indeciso se sostituirlo con un lavoro di Jay Z, Kanye o Drake ma alla fine ho ascoltato il disco di Game allo sfinimento. Credo che il suo timbro vocale bello distrutto e corposo allo stesso tempo unito a una serie di produzioni di livello inaudito abbiano fatto pendere l’ago della bilancia verso questo disco a discapito degli altri in ballottaggio.

Juelz Santana – What the Game’s Been Missing!

Un album del filone Dipset non poteva assolutamente mancare e tra tutti ho scelto questo capolavoro di Juelz. Se la giocava con “Purple Haze” e “Killa Season” di Cam’Ron ma sulla totalità del disco intero vince Juelz. Inoltre ero a New York nei giorni in cui uscì e quindi ebbi la fortuna di vivere appieno, in loco, il periodo d’oro Dipset.

Rick Ross – Port Of Miami

Segna l’esordio di fronte al grande pubblico di un peso massimo in senso lato e non (anche se ora fisicamente magro). Ross meritava di essere citato nei primi 10 per la serie di perle fatte in carriera per essersi reinventato negli anni da “Push It” a “B.M.F.”. Tra tutti i suoi dischi “Port Of Miami” resta quello che ho ascoltato di più anche se non c’è lavoro di Ross che non abbia apprezzato.

L’algerino – C’est correct

E’ il disco che vorrei avere scritto io. L’Algerino ha tutto. Stile, poetica, perle di scrittura, tecniche di rap, cantati in autotune e una versatilità fuori dal comune. In questo disco trovate dal cantautoriale al rap grezzo, ai terzinati, alla musica rai, al reaggae.
Quello che più amo di questo artista è che fa la musica che gli piace rimanendo sempre autentico nella scrittura e in questi 2 aspetti c’è la mia visione della musica. Inoltre ha un po’ addosso il marchio di perenne outsider e io ho sempre tifato per chi non parte avvantaggiato ma si guadagna tutto sul campo, perseguendo la propria strada.

Booba – Lunatic

Questo è l’album che mi ha fatto innamorare totalmente del rap francese. Livello altissimo e pietra miliare del rap europeo. Esagerato nelle punchline come nei cantati in autotune, autoreferenziale, credibile, anche se molto filo-americano come stereotipi. Un disco da avere e da consumare. Booba dà dipendenza.

La Fouine – La Fouine vs Laouni/Droie de parcours

Per quanto riguarda “La Fouine” ho scelto due tra gli ultimi 2 suoi dischi solisti perché in un ipotetico mix delle tracce migliori avremmo il disco del millenio.
Per La Fouine, il mio più grande artista di riferimento, vale un po’ il discorso fatto per l’Algerino. Ma ancora di più rispetto al marsigliese. La Fouine spicca nel saper fare tutto meglio di tutti. Dal pezzo voce-chitarra alla trappata. Un artista poliedrico, iperproduttivo, senza mai cali di stile e potentissimo in tutto quello che fa. Se dovessi consigliarvi 2 estratti di questi dischi vi direi: “D’ou l’on vient” e “Quand je partirai”. Due vere e proprie vette di scrittura.

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